GIORNO DELLA MEMORIA E YOM HASHOAH VE HAGHEVURAH

"La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."

Art. 1 L. 211 del 20/7/2000. 

Yom haShoah ve HaGhevurah

E' il giorno del ricordo di tutte le vittime della Shoà e dell’eroismo dimostrato dagli ebrei che si opposero al nazismo  dando via alla rivolta del Ghetto di Varsavia. Esso è stato istituzionalizzato in Israele nel 1959. Come ogni data del calendario ebraico, essa è mobile e viene celebrata il 27 di Nissan, una settimana prima del Giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele (mai di sabato). Il rituale della celebrazione prevede che in tutto il Paese, alle 10 del mattino, risuoni una sirena per due minuti. La popolazione, ovunque si trovi in quel momento, interrompe le proprie attività per sostare in piedi in raccoglimento.


La “Maratona dei Poeti” a cura di F. Farina e R. Piperno è un progetto che il Pitigliani porta avanti dal 2006 in occasione del Giorno della Memoria e quest'anno si è tenuto  al Pitigliani lo scorso mercoledì 25 gennaio 2017.

Dicono di noi...

Presso il Centro Ebraico Il Pitigliani, come ogni anno puntualmente avviene nel giorno della Shoah, un numero sorprendente di scrittori e poeti ha testimoniato contro il rischio dell’Amnesia.
Un fronte compatto contro il dolore del passato e i timori per un incerto futuro.
Voci diverse, dall’introvertito garbo poetico all’urlo dolente, tutte emotivamente compatte e palpitanti nel creare un coro di testimonianze. Memorie d’internamento, grida di ingiustizia, ripiegamenti luttuosi, anche domande filosofiche su come riattivare la speranza nell’Uomo.
Un pomeriggio  di “Memoria” come lotta, perché nulla di quel tragico passato possa ripetersi domani.
Molti gli interventi appassionati, le sofferte testimonianze, i testi a domanda filosofica e di gran valore letterario. Un clima di intensa partecipazione che ci ha uniti in un abbraccio fraterno e solidale, nella volontà anche di fare consapevolezza, di attivarsi contro i rischi che si annidano nella complessa natura umana. 

S. B.