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DOMENICA E' SEMPRE PITIGLIANI

Concerto I giardini di Israel
Ispirato al libro "Tanzbah. Storia di un ragazzo ebreo" di Italo Bassani, Stella Bassani(figlia di Italo) ne "I GIARDINI DI ISRAEL", suo cd d’esordio, racconta un viaggioimmaginario da Parigi a Mosca, dalla Norvegia al Sudafrica, da Roma a Gerusalemme, in10 canzoni, 10 modi differenti di cantare il sentire degli ebrei.Stella propone dal vivo, in versione acustica, tutti i brani contenuti nell’album, più alcunecelebri canzoni di Naomi Shemer (Lu Yehi, Yerushalayim shel Zahav), testi estratti dallaTana (Yevarechecha, Shir Lama’ Alot, Hine Matov Humanaym) e altre ancora.L’organico, minimalista, è composto da lei stessa (voce solista) accompagnata da LucaBonaffini (voce, chitarra acustica e armonica a bocca) e da Stefano Morsell (fisarmonica,percussioni, chitarra).Poche parole di presentazione, lasciando molto spazio alla musica.
Vernissage della mostra di opere ceramiche di Gabriele Moreschi
La ceramica per me è un’esigenza che, attraverso la manipolazione dell'argilla, mi permette di creare e concretizzare un'idea che prende forma attraverso la materia. Naturalmente prendo ispirazione da tutto quello che ho intorno e cerco di seguire quel vecchio consiglio di "rubare con gli occhi". Il mare dove il mio sguardo si perde mi da' l'azzurro dell'ossido di rame, il vento mi da la leggerezza degli oggetti levigati come nella serie delle Vele. I temi ebraici sono scaturiti spontaneamente con le Channukiot e Menorot che con la scoperta delle argille refrattarie e Raku hanno dato corpo a forme primitive e materiche. La ceramica mi da la possibilità di una continua ricerca di materiali colori e forme. Attraverso l'utilizzo di tecniche antiche come il colombino e il bassorilievo, oppure relativamente più vicine a noi, ma dimenticate come il bucchero etrusco dalle forme compatte e lucenti sono giunto alle acidazioni alla ricerca di nuovi contrasti e texture. Il mio primo contatto con l’argilla nasce con l'infanzia quando ho scoperto, con l'aiuto della Maestra Fiorentini la manualità e il piacere del creare forme e oggetti. Tale piacere, rimasto sopito, l'ho ritrovato come esigenza urgente e quasi fisica che mi ha portato a studiare e sperimentare le tecniche classiche della pittura su maiolica, la modellazione a tutto tondo, la lavorazione a tornio a Muntelupo Fiorentino ed altre esperienze. Nello studio della Maestra Daniela Vacca ho scoperto materiali antichi ma anche moderni come il Raku e l'argilla rossa con forme e colori nuovi e sorprendenti. Nel frattempo ho seguito stages tra i quali quello con l’americano Jeff Shapiro, maestro della tecnica giapponese Raku, o incontri con Sonia Mazzoli curatrice artistica del Caffè Letterario.
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