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Avendo dovuto constatare che il mancato svolgimento del Seder di Pesach dell'Associazione Lev Chadash presso i locali del Pitigliani ha dato luogo ad interpretazioni spesso distorte ed evidentemente viziate da non completa informazione, il Presidente del Pitigliani avv. Ugo Limentani rende pubblica la risposta da lui inviata sull'argomento al Presidente di Lev Chadash prof. Ugo Volli. Con l'intento di evidenziare talune regole che, pur essendo state costantemente seguite dall'Istituzione, non risultano sufficientemente chiare a tutti.

Egregio Prof. Volli,

rispondo con piacere alla Sua richiesta di chiarimenti compiacendomi per la gentilezza della sua formulazione, anche per il contrasto col tono di certi commenti circolati in questi giorni.

Comprendo il disappunto che la decisione di rifiuto degli spazi per il Seder di Lev Chadash ha destato in Lei e tra i membri della Sua Comunità e ne sono sinceramente rammaricato, al pari dei colleghi del Consiglio del Pitigliani che hanno condiviso con me la decisione.

Affermo però con piena convinzione, che i motivi che hanno determinato la scelta con ampia maggioranza del Consiglio, non si pongono in contrasto con la tradizione di apertura della nostra Istituzione come da Lei dubitato.

Il Pitigliani ha sempre dato spazio e voce alle idee ed agli atteggiamenti presenti all'interno dell'ebraismo (come a Lei noto esistono di questo conferme passate ed attuali anche con riferimento a Lev Chadash) ma non può né vuole consentire iniziative che possano renderlo o farlo apparire sede, promotore o sostenitore di indirizzi politici specifici o di approcci "religiosi" difformi da quelli rappresentati dal rabbinato al quale è tradizionalmente e giuridicamente legato, come Ente ebraico civilmente riconosciuto, dallo Statuto dell'Ebraismo italiano.

L'avere appreso solo a seguito di segnalazioni pervenute dall'esterno la modalità con cui si intendeva da parte di Lev Chadash gestire il Seder, è parso al nostro Consiglio nel merito - a parte il modo - non in linea con le regole di cui sopra. Per motivi analoghi come ricorderà il Pitigliani ritenne nel 2010 di non poter concedere propri spazi per l'allestimento di un Bet ha-Kenesset di Lev Chadash, senza obiezioni a quanto mi risulta da parte di alcuno.

Si tratta dell'applicazione delle stesse regole, che ci impongono di vietare l'ingresso in sede di cibi non kasher, o di scaldare cibi, o violare in qualsiasi modo al suo interno le regole dello shabbat, quali che siano i comportamenti e le convinzioni di ciascuno.

Mi spiace che il senso di tutto ciò sia sfuggito, che non si sia neppure presa in considerazione la ipotesi di tenere il Seder con un chazan uomo e che accuse assai gravi siano state diffuse, anche in sedi del tutto inappropriate.

Mi spiace anche che non sia stato apparentemente tenuto in alcun conto l'invito a partecipare ai Sedarim del Pitigliani, rivolto su mio espresso incarico dalla nostra direttrice alla persona con la quale ha avuto gli ultimi contatti.

Concludo auspicando di essere stato esauriente ed inviando un sincero ed amichevole augurio di buon Pesach a Lei ed ai membri della Sua Comunità.

Ugo Limentani

Il Pitigliani - Centro Ebraico Italiano - apre il suo portone a tutti: bambini, ragazzi, adulti e anziani.

E' un luogo d'incontro dove poter scoprire ed approfondire i vari aspetti della cultura e delle tradizioni ebraiche.
Il Pitigliani è un ente che si occupa di educazione non formale e di assistenza ed è  un’istituzione culturale che opera sul territorio ormai da alcuni decenni. 
Il Pitigliani è un punto di riferimento  all’interno del mondo ebraico e per coloro che a quel mondo si vogliono avvicinare.

In più di cento anni sono cresciuti l’impegno e la passione nel dare maggiore impulso all’educazione non formale e alle proposte culturali, nell’essere sempre al passo con i tempi e nel rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei frequentatori. Contemporaneamente è cresciuto il desiderio di offrire a bambini e adulti un ambiente moderno ed accogliente nel solco delle volontà dei suoi benefattori.
Nel cuore di Trastevere, sulla sponda del fiume di fronte al Tempio Maggiore, il Pitigliani è diventato più grande e ha compiuto un ulteriore passo nel lungo cammino che da orfanotrofio lo ha portato a divenire un moderno Centro Comunitario Ebraico come quelli che già operano a Londra, Rio de Janeiro, New York e in tante altre città nel mondo.

Da più di un secolo un portone sempre aperto. Da più di 100 anni il portone del Pitigliani si apre ogni giorno per accogliere bambini, adulti e anziani, per offrire un luogo d’incontro, un volto amico, un sorriso e molto altro ancora.

 

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